Dipinti e Disegni
ALAN RUTBERG

Qualsiasi tentativo di collocare il lavoro di Lawrence Ferlinghetti sotto l'etichetta di Romanticismo o di qualunque "ismo'' è sbagliato. Non esiste alcun "ismo" con cui egli si possa identificare e malgrado sia stato egli stesso legato per i suoi scritti e le sue avventure editoriali ai Beats [Ginsberg, Corso, Kerouac, Burroughs e altri), ha insistito con fermezza affinché il suo lavoro non venisse identificato con questi o altri ''movimenti''. Il movimento del suo lavoro nonché il modo in cui questo si muove sono stati all'insegna della necessità pressante dell'artista di agire nel mondo e di esserne a sua volta influenzato.

Questo interscambio atto/azione ha alimentato la produzione di numerosi libri di poesia, prosa, adattamenti teatrali e traduzioni. Oltre a queste attività che gli sono state riconosciute pubblicamente, questa mostra rappresenta un'introduzione a quella fertile eredità figurativa, fatta di dipinti, stampe e disegni, realizzati essenzialmente nel corso degli ultimi quattordici anni.

Durante alcune conversazioni avvenute nel suo studio, mentre sceglieva i lavori per la mostra, Ferlinghetti ha ripetutamente insistito sul fatto che i suoi risultati in qualità di scrittore ed editore non avevano nulla a che fare con la sua attività di artista. Con tutto il rispetto dovuto per la sua esigenza di riservatezza, sento tuttavia di dover fornire al mio coinvolgimento in questo progetto un contesto di carattere personale e biografico.

La prima volta che incontrai Ferlinghetti, ero poco piu' che un ragazzo che portava con sé, nella tasca posteriore, una copia di A Coney Island of the Mind, leggendola a me stesso e agli altri come un cartello direzionale per una visione della poesia chiara, umoristica e appassionata. Dal 1958, anno della sua pubblicazione, A Coney Island of the Mind ha venduto piu' di un milione di copie in tutto il mondo e Ferlinghetti continua a essere uno scrittore populista ben presente nel panorama letterario, spesso citato e con notevole seguito di pubblico. Tuttavia, egli rimane distaccato dal canone accademico, come è giusto che sia, perché a dispetto del fatto di aver ricevuto un'istruzione universitaria presso la University of North Carolina, la Sorbona e la Columbia University, la sua insistente critica politica e il suo personale processo di individuazione, mescolati con sapienti dosi di scetticismo istituzionale, hanno contribuito a far si che Ferlinghetti rimanesse persino oggi, all'età di 76 anni, un outsider.

Questo status di outsider, guadagnato grazie a un impegno sociale e politico di quaranta anni, risale al 1957, in occasione del famoso processo per oscenità che accompagnò la pubblicazione del libro di Allen Ginsberg, Howl. La lettura pubblica che egli fece nel 1967 insieme a Ginsberg e al gruppo dei Grateful Dead durante il primo sit-in organizzato per protestare contro la guerra in Vietnam nel Golden Gate Park, servÌ a presentarlo a una nuova generazione di lettori. L'esperienza in carcere, durata diciannove giorni per aver partecipato a una manifestazione non violenta di protesta contro la guerra presso 1'Oakland Army Induction Center, portò alla pubblicazione del suo diario sul Ramparts Magazine nel 1968. Il suo senso di impegno politico si manifesta oggi attraverso il sostegno all'organizzazione ambientalista Greenpeace, nonché nella fortunata campagna per cambiare il nome di alcuni vicoli e strade della North Beach di San Francisco e ribattezzarli con i nomi di scrittori e poeti americani.

L'attivismo di Ferlinghetti riflette la sua convinzione di un impegno attivo dell'artista nel mondo. Come egli stesso ha dichiarato, la poesia deve esprimere la convinzione politica ; ciò è stato ampiamente dimostrato da numerose letture tenute in tutto il mondo di fronte a insidiose e ovvie manifestazioni di tirannia. Egli ritiene che la capacità di reazione al progressivo processo di deumanizzazione dei popoli del mondo attraverso lo sfruttamento, la distruzione ecologica e la desensibilizzazione risiedono nelle voci e nelle azioni di poeti, pittori, insegnanti e di persone impegnate nel sociale, i soli a poter dire chiaramente la verità e a indicare la strada verso la liberazione e la libertà individuale, al di là del potere dello Stato.

L'impegno di Ferlinghetti è altresi evidente nell'aver pubblicato autori quali: Nicanor Parra, Kenneth Patchen, Jacques Prévert, Allen Ginsberg e Andrei Voznesensky per la casa editrice City Lights (Luci della Città). L'aver chiamato la sua famosa libreria e casa editrice City Lights, dal famoso film in cui Charlie Chaplin incarna "il piccolo uomo in ciascuno di noi" , fornisce una comice durevole per la sua alleanza con l'appassionato clown, il quale, attraverso un tortuoso confronto con il terrore legato alle relazioni interpersonali e alle macchine, riesce a superare l'imminente annullamento attraverso l'amore e la fede.

Ferlinghetti ha svolto l'attività di disegnatore e pittore parallelamente a quella di scrittore. Egli scopri che le corrispondenze tra le arti visive e quelle scritte sono un naturale processo di analisi, in cui la necessità di tracciare un segno sulla carta diventa l'originario atto scatenante. Fare dei segni, siano essi sotto forma di schizzi o di sequenze di parole, rappresenta un'esperienza di cambiamento sia per l'autore sia per il ricevente, uno scambio che favorisce una realtà condivisa e illuminata. Le vicissitudini della vita quotidiana con le sue tracce di pazzia vengono temperate da analoghi momenti di beato stupore in una tensione crescente che crea un'equazione di speranza fra le macerie.

Nella sua tesi per il master alla Columbia University, Ferlinghetti ha cercato di dimostrare l'influenza degli scritti di John Ruskin sulla produzione pittorica di J.M.J. Turner. Il suo costante bisogno di evidenziare le interpolazioni tra arte visiva e scritta si è manifestato nel suo primo libro di poesie, opportunamente intitolato Pictures of the Gone World, in cui egli utilizza i dipinti di altri come se fossero gradini per dipingere con le parole le proprie variazioni sui temi classici dell'amore, della guerra, della bellezza, della fede e della passione; il tutto è formato dall'insistenza dell'occhio interiore sulla verità visiva.

Il disegno Joseph Beuys è l'espressione dell'ammirazione gioiosa, manifesta per il grande artista e insegnante tedesco.

Beuys credeva nella capacità intrinseca di ognuno di essere artista e di propugnare pensieri creativi in ogni atto della vita. Rifiutare la cattedra all'Accademia di Dusseldorf e l'evoluzione personale del concetto della "Free International School for Creativity and Interdisciplinary Research" si ispira sicuramente all'anarchia creativa che è alla base di tutta lattività di Ferlinghetti. La semplicità infantile di questo schizzo a matita, con la sagoma di uccello attento sotto il viso fluttuante di Beuys, è emblematico dell'espressione dilettante, ma naturale dell'amicizia recentemente scoperta da Ferlinghetti.

Il dipinto Van Gogh #5 rappresenta il maestro tormentato e incompreso con cavalletto e valigetta da pittore sulle spalle, che passeggia per le strade della San Francisco contemporanea. La Piramide della TransAmerica, simbolo eloquente dell'egemonia capitalista americana, si staglia contro il cielo blu cupo obbligando Vincent a uscire dalla cornice per sedersi nella sua confortevole poltrona di vimini con la pipa accesa.

Il lirismo alla maniera di Michaux del Delacroix Deconstructed con il suo uomo barbuto che con sguardo un po intimorito osserva il vortice di figure danzanti e la delicata sfumatura ad acquerello del Body in a Tidepool of Love sono entrambi evocazioni pure dell'estasi di Ferlinghetti di fronte alla presenza e al mistero della bellezza femminile. Adamo dal muso di cane, trascinato da un'Eva preoccupata nel disegno Expulsion from Paradise, rappresenta solo un esempio tratto dalla Bibbia sulla caduta in disgrazia dei due, cacciati dal giardino dell'Eden, che permea gran parte della visione rubata di Ferlinghetti.

La speranza si afferma con il disegno senza titolo dai toni rosa che rappresenta una donna che tiene in braccio e allatta un'infinità di bambini e il Mozart's Girlfriend, un appariscente quadro umoristico fauvista dai colori accesi, che rappresenta una ninfa bionda, appoggiata sulla tastiera del pianoforte di Wolfgang, con una gamba sollevata, che canterella arie stonate per dilettarlo.

Il fratello di Ferlinghetti ha lavorato fino alla sua morte come amministratore nella prigione di Sing Sing, in California. Curiosando tra le carte di suo fratello, Ferlinghetti ha scoperto una piccola istantanea che ritrae un uomo con gli occhi bendati, seduto su una sedia elettrica ; questa costituisce l'immagine centrale in entrambi i lavori intitolati Sing Sing presentati in questa mostra. È palpabile il potere sfrenato esercitato dall'ingrandimento serigrafico e il passaggio di queste opere dalla miniatura a una scala quasi umana. La loro asprezza polemica, combinata con l'assoluta dichiarazione "Questo non è un uomo" dipinta con pennellate decise, conferma le chiare valenze esistenti tra lattivismo e l'umanità di Ferlinghetti. È innegabile l'energia di questa accusa visiva contro la pena capitale come strumento de-umanizzante e immorale verso l'ingegneria sociale.

In questa mostra Ferlinghetti ha portato il processo della creazione al compimento, poiché le costellazioni del suo pensiero, dei suoi scritti, del suo attivismo politico e le osservazioni basate sulla realtà vengono utilizzate in disegni e dipinti che incarnano l'onestà, la semplicità, la critica politica e la ferma convinzione che l'amore romantico avrà il sopravvento su ogni cosa.

Alan Rutberg

Assistant Professor Department of Visual Arts, UMBC University of Maryland Baltimore, Md.