La prima volta che mi recai nello studio di Ferlinghetti, mi sembrò di camminare in una cattedrale. C'era Rita Bottoms; e man mano che ci muovevamo tra una grande quantità di fogli disegnati e di dipinti su rastrelliere, entrambi ci rendevamo conto di partecipare alla creazione di un momento magico nella storia culturale del nostro secolo. Era una Coney Island dell'Anima e dello Spirito. La presenza di Hassel Smith dalla lontana Londra riempiva la stanza con un profumo molto piu' pungente dell'odore di trementina che fluttuava come una nuvola sopra l'Hunter's Point. Anche Martha Washington era là, cosi come Kenneth Patchen, e Henry Miller, e Jack Kerouac, e Roden, e Kandinsky, e Marc Chagall che parlava con Ben Shahn a proposito di un cavallo che non sapeva suonare il violino molto bene, o che non poteva sopravvivere con una dieta a base di fiori.
Ferlinghetti dipinge la sua tela con una passione che va oltre William Blake e con uno stile espressionista che cavalca il cavallo del Blaue Reiter (Cavaliere Blu)... Quel cavallo galoppa nei suoi dipinti a volte dietro un furgoncino Toyota che scorrazza per le strade di Parigi e North Beach...Big Sur e Bolinas... Nicaragua... Santa Cruz... Greenwich Village... e ritorna poi a Roma... con Frank O'Hara, James Baldwin e Franz Kline, i quali affiorano nei nostri ricordi.
Si tratta di un artista davvero speciale, che ha creato un'eredità di parole e di immagini che sono documenti per gli storici del XXI secolo... Istantanee del panorama culturale dei nostri tempi molto prima dell'avvento dell'informatica. Rendono piu' sfavillanti le Luci della nostra Città e rigenerano le nostre anime. Il " 1984" è passato, e quello in cui viviamo si può realmente definire un ""coraggioso nuovo mondo" (Brave New World).
Lawrence Ferlinghetti dipinge per noi quadri che abiteranno quel mondo passato.
GEORGE KREVSKYSan Francisco Art Dealer, Marzo 1996