
Bibliografia
di Fernanda Pivano
Il Prevert d'America. Il fondatore della prima libreria di soli tascabili. Il primo editore di poesia per soli volumi tascabili. L' editore di Allen Ginsberg e del suo clamoroso Howl. Il primo a distribuire i bottoni della campagna antinucleare esposti in una cesta vicino alla porta della libreria. Attivista del Fair Play for Cuba Committee. Anarchicopacifista. Da dove ha cominciato questo poeta, ora popolarissimo per la sua poesia e per le sue scelte di vita?.
La sua nascita e la sua educazione non hanno avuto parte rilevante nella sua storia e d' altronde sono rese oscure dall' ironia con cui ne parla: il suo biografo Neely Cherkovski ha svolto ricerche pazienti alle quali rimando gli studiosi. Importanti invece mi sembrano tre fatti chiave della sua vita: il suo arruolamento nella Marina dove rimase fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale partecipando allo sbarco in Normandia, la frequentazione del Greenwich Village dove conobbe dei radicali pacifisti che lo attirarono nella ideologia di sinistra e la scoperta
della poesia di Jacques Prevert, che il poeta lesse la prima volta su una tovaglia di carta a St. Brieuc nel 1944, come ha raccontato nell' introduzione a Paroles, la raccolta da lui tradotta e pubblicata nel 1954.
Quando venne congedato andò a vivere al Greenwich Village frequentando la Columbia University e leggendo Henry Miller, James Joyce, Gertrude Stein e soprattutto William Butler Yeats, di cui trovò una copia su un sedile della ferrovia sopraelevata, come raccontò nella poesia numero 26 delle Pictures of the Gone World (Quadri del mondo andato). Intanto continuava a scrivere poesie sotto l'influenza di Thomas Stearns Eliot e Ezra Pound; si laureò nel 1947 e l'anno dopo, con una borsa di studio da ex militare, andò a studiare alla Sorbonne di Parigi dove subito cominciò a elaborare un romanzo. Il romanzo diventò Her, che sarebbe stato pubblicato dodici anni dopo dalla New Directions di James Laughlin: un romanzo di stampo surrealista basato su un monologo interiore. Poi conobbe Kirby Smith, una splendida ragazza del Sud. anche lei laureata alla Columbia University e la sposò in Florida nel 1951:intanto si era spostato a San Francisco, traduceva Prèvert e scriveva critica d'arte sulla rivista ''Art Digest" di New York, venendo così in contatto con i pittori dell'espressionismo astratto che lavoravano in quegli anni a San Francisco e lasciandosi influenzare specialmente dalle pitture in bianco e nero di Franz Kline e dalla calligrafia cinese introdotta da Marc Tobey e da Morris Graves. Fu in questo periodo che cercò di trovare un rapporto tra la parola scritta e la pittura dell'espressionismo astratto; voleva raggiungere una percezione pittorica attraverso la parola stampata: il biografo Cherkovski dice: "Voleva disporre i versi in modo che il loro aspetto aiutasse ad esprimere il messaggio. Questo modo di disporre i versi. che è la croce e la delizia degli editori di Ferlinghetti e di Allen Ginsberg, presenta poesie non più costituite da strofe ma da "gruppi di parole sistemati sulla pagina secondo l'importanza o il significato o l'umore dell'immagine o del concetto espresso". Seguendo questa idea Ferlinghetti scrisse le ventisette poesie di Pictures of the Gone World, che nel 1955 pubblicò come primo volume della sua casa editrice City Lights Books.
A questa gloriosa casa editrice tanto famosa nel mondo arrivò sull'onda della San Francisco Poetry Reinassance, la Rinascita Poetica di San Francisco, il momento magico che trasformò la poesia americana in una esplosione di creatività e di rinnovamento. Il mezzo espressivo più visibile del rinnovamento furono i readings, cominciati in sordina nel 1947 quando Madeline Gleason organizzò un Festival di Poesia Moderna che viene considerato di solito il primo reading pubblico d'America (fra gli altri lesse per lei Dylan Thomas ne 1952). Forse furono questi readings a dare l'idea a Ruth Witt-Diamant di fondare nell'estate 1953 il San Francisco Poetry Center, il Centro di Poesia di San Francisco, dove si raccolsero i poeti californiani per ascoltare quelli che venivano da più o meno lontano. In quegli anni Ferlinghetti conobbe il poeta Kennett Patchen, per il quale nutrì sempre un'enorme ammirazione e del quale nel 1956 pubblicò una raccolta di poesie, e il compianto Kenneth Rexroth, che aveva quattordici anni più di lui e con la sua grossa reputazione di uomo di cultura formata a Chicago faceva da catalizzatore dei giovani poeti. Il Centro fu inaugurato con un reading di Theodore Roethke e nel 1954 vi andò a leggere anche Wyston Hugh Auden; i poeti locali che lo frequentavano erano per esempio Jack Spicer, Robin Blaser, Thomas Parkinson, William Everson (un sacerdote chiamato Fratello Antoninus), Lew Welch, Philip Lamantia. Gary Snyder, Philip Whalen, Michal McClure. La poesia che leggevano era estetizzante e formale e attirava soprattutto un pubblico di addetti ai lavori.
In questo clima Kenneth Rexroth dava in casa sua ogni settimana dei readings privati per poeti che si incantavano a vedere la sua enorme e raffinata biblioteca di contenuto internazionale conservata in cassette da frutta; i suoi seguaci più fedeli costituivano una comunità radicale nata dagli obiettori di coscienza della Seconda Guerra Mondiale e artefici della Berkeley Reinassance degli Anni Quaranta che faceva capo alla rivista ''Circle''.
Frequentando Rexroth e il San Francisco's Poetry Center Ferlinghetti venne a contatto con tutti i poeti che più tardi sarebbero stati considerati i protagonisti della San Francisco Poetry Reinassance. Cominciò a mandare poesie alla rivista "City Lights" diretta da Peter Martin, un radicale che voleva raccogliere i protagonisti della scena culturale di San Francisco e aveva in mente di aprire una libreria specializzata in libri tascabili: Ferlinghetti diventò suo socio e nel giugno 1953 la City Lights Bookstore iniziò la sua mitica storia non soltanto di libreria "economica" ma di luogo di ritrovo dei poeti di San Francisco. Subito Ferlinghetti pensò di pubblicare libri di poesia in edizioni tascabili col nome City Lights, dopo aver chiesto i diritti a Charlie Chaplin, creatore del film che recava questo titolo; ma Peter Martin non fu d' accordo e nel 1955 si separò dal poeta lasciando in libreria come assistente o commesso o comunque lo si voglia chiamare Shigeyoshi (detto Shig) Murao, che più tardi diventò socio di Ferlinghetti e lo sarebbe rimasto fino al 1975, quando le loro strade si divisero.
Appena partito Martin, Ferlinghetti pubblicò il primo volume della sua Pocket Poets Series, che uscì il 10 agosto I955 con le pagine non numerate e cucite nel mezzo del volume con due punti, la copertina gialla bordata di nero e le ventisette poesie di Pictures of the Gone World: fu il primo volume stampato delle liriche di Ferlinghetti e rivelò la sua idea di sistemare i versi come un disegno che ne sottolineasse i significati. Sono considerate poesie giovanili ma già avevano uno stile inconfondibile e un inconfondibile modo di scegliere come tema la vita quotidiana individuandola nella sua realtà più spicciola: Allen Ginsberg disse più tardi che era come se il poeta stesse seduto davanti alla vetrina del suo negozio e descrivesse tutto quello che vedeva avvenire nella strada. Ferlinghetti si ritrovò dunque proprietario di una libreria e di una casa editrice, amico di tutti i pittori e poeti di San Francisco e affermato poeta lirico lontano dal linguaggio accademico e immerso nella parlata comune. Tre anni più tardi, nella primavera 1958, pubblicò sulla "Chicago Review" un saggio sulla poesia di San Francisco nel quale sembra di rintracciare un ritratto della sua stessa poesia, dove dice tra l' altro : "Il tipo di poesia che ha fatto più chiasso qui è diversa dalla Poesia sulla Poesia, la poesia della tecnica, la poesia per i poeti e i professori che ha dominato le riviste e le antologie e che naturalmente si scrive anche a San Francisco. La poesia che si è fatta udire di recente è ciò che potrebbe essere chiamata 'poesia di strada' . Perché consiste nel far uscire il poeta dal suo interiore santuario estetico dove troppo a lungo è rimasto a contemplare il suo complicato ombelico. Consiste nel riportare la poesia nella strada dove era una volta, fuori dalle classi, fuori dalle facoltà e in realtà fuori dalla pagina stampata. La parola stampata ha reso la poesia silenziosa. Ma la poesia di cui parlo qui è poesia parlata, poesia concepita come messaggio orale. A volte è stata letta col jazz, a volte no... quello che importa è che questa poesia usa gli occhi e le orecchie come non sono mai stati usati per molti anni". Nel 1 956 James Laughlin, proprietario della casa editrice New Directions di New York, al quale Ferlinghetti aveva mandato le sue traduzioni di Prèvert, gli propose di pubblicare A Coney Island of the Mind (Coney Island della mente), una raccolta di quarantotto poesie delle quali tredici, dietro suggerimento di Laughlin stesso, erano ricavate da Pictures of the Gone World, e che conteneva nella seconda parte la famosa Autobiography (Autobiografia) alla quale attinsero tanti suoi critici: il volume uscì nel l 958.

Ma tra la pubblicazione del primo e del secondo libro di Ferlinghetti accadde un fatto che lasciò una grossa impronta nella storia letteraria d'America: alludo alla pubblicazione dello Howl (Urlo) di Allen Ginsberg che uscì nell'ottobre 1966 come quarto volume della Pocket Series di Ferlinghetti. Ferlinghetti aveva sentito leggere la poesia dall' autore alla Gallery Six durante il reading ormai famoso del 5 ottobre 1955, organizzato da Ginsberg in favore del pittore Wally Hedrick e presentato da Rexroth, nel quale lessero Gary Snyder, Philip Lamantia; Michael McClure, Philip Whalen e Lew Welch mentre Kerouac si aggirava nella sala gremita di settantacinque persone offrendo vino al pubblico (più tardi descrisse la serata in The Dharma Bums (Vagabondi del Dharma), dicendo:
"Seguii i poeti al reading della Gallery Six quella sera, che fu la sera della nascita della Rinascita poetica di san Francisco. C'erano tutti. Fu una notte pazza... Tutti urlavano Go! . Go! Go! come in una jam session e Rexroth si asciugava le lacrime dalla felicità").Quella sera Ferlinghetti mandò a Ginsberg un telegramma ricalcando quello che Ralph Waldo Emerson aveva mandato a Walt Whitman quando aveva ricevuto una copia dell'edizione 1855 di Leaves of Grass, Fili d'erba: "Ti saluto all'inizio di una grande carriera". Ferlinghetti aggiunse : "Quando mi dai il manoscritto?" .
Il libro uscì con una prefazione di William Carlos Williams e venne confiscato dal capo della dogana provocando l'arresto di Shig Murao che lo vendeva e di Ferlinghetti che l'aveva pubblicato: l'editore raccontò questa storia sulla ''Evergreen Review". Il processo che seguì l'arresto di Ferlinghetti e di Murao , mentre Ginsberg era in Marocco, mostrò una della più grosse prese di posizione letteraria di tutti i tempi d' America: in difesa di Ginsberg vennero a testimoniare fra gli altri Kenneth Rexroth e Mark Schorer e da tutta l' America arrivarono dichiarazioni di solidarietà, di Kenneth Patchen, James Laughlin, Barney Rossett, Thomas Parkinson, Robert Duncan e così via. Alla fine del processo circolavano diecimila copie di Howl e il libro e il suo editore erano diventati un caso nazionale: Ginsberg considerò sempre questo processo il suo più bel premio letterario.
Anche maggior popolarità ottenne il secondo volume di versi di Ferlinghetti, A Coney Island of the Mind, che in pochi anni vendette un milione di copie diventando un celebre best seller di poesia. Ormai la Rinascita poetica di San Francisco era un fenomeno riconosciuto su scala nazionale e venne divulgato nel secondo numero della ''Evergreen Review" fondata nel 1957 da Bamey Rossett e Donald Allen : era un Numero Unico intitolato The San Francisco Scene; molto più tardi, nel 1980, Ferlinghetti stesso insieme a Nancy Peters, che presto sposò Philip Lamantia e aiutò Ferlinghetti nella direzione della casa editrice, scrisse e pubblicò una splendida storia illustrata di quel periodo intitolandola Literary San Francisco, dove sono raccolte le immagini e le notizie degli eroi letterari cittadini. La critica d'America recensì A Coney Island of the Mind sui giomali e riviste più importanti, a volte attaccando Ferlinghetti, a volte lodandolo ma spesso individuando la sua straordinaria capacità di scavare nel significato delle cose comuni e di far rivivere le sue reminiscenze della cultura europea e dei poeti sperimentali americani. Per esempio la celebre poesia intitolata Autobiography (Autobiografia) è tipicamente rivelativa del suo modo di mescolare i dati della realtà in una rete allusiva densa di tensioni e di riferimenti. Quando il poeta dice :
La sfilata dei netturbini l'ho vista quando nevicava. Ho mangiato salsicce allo stadio.
Ho ascoltato l' Appello di Gettysburg e l'Appello di Ginsberg.
fa una carrellata che comprende insieme un fatto sociale come la sfilata degli spazzini, un fatto naturale come quello della nevicata, un fatto quotidiano come quello delle salsicce, un fatto storico come il richiamo alla Guerra Civile e un fatto intellettuale come la citazione di Ginsberg, polemicamente innalzato alla stessa importanza della storia nazionale.segue....