
La Guinea è uno dei rari paesi in Africa che è stato copiosamente dotato di ricchezze dalla natura. E' sufficiente gettare una pietra sulla terra per far cominciare a crescere un albero da essa! Il nostro sottosuolo contiene i più grandi giacimenti di Bauxite nel mondo. Possediamo anche giacimenti di Minerali Ferrosi e materie preziose come oro e diamanti, nonché altri metalli importanti di utilizzo industriale. Il mare apre di fronte a noi orizzonti grandiosi. Eppure La Guinea è uno dei paesi più poveri del mondo. Sembrerebbe un paradosso ma questa è sfortunatamente la realtà.
Dall'avvio del Programma di Riforme Economiche nel 1986, comunque, la conduzione economica del paese è migliorata significativamente. Il tasso di inflazione è stato abbattuto dal 72 % , ancora poco prima della riforma monetaria al 10% nel 1993. Dal 1989, la crescita economica reale è stata in media del 3.5 % all'anno. In questo periodo la nostra posizione è migliorata grazie alla manovra flessibile sul tasso di scambio, e la nostra riserva estera ha raggiunto l'equivalente di 3,6 mesi di importazione.
Esistono comunque dei motivi che spiegano il paradossale squilibrio tra potenzialità e risorse e lo stato di generale arretratezza del paese
Al principio degli anni '50 noi eravamo un paese prospero. Ci si domanderà come sarà potuto accadere che, 30 anni dopo, si sia caduti da una posizione di avanguardia al fanalino di coda? La risposta è semplice: nel 1958 fummo il primo e unico paese africano a dire "no " alla colonizzazione e pagammo caro quel "no"
Due anni dopo dal 1958 al 1960 tutti gli altri Stati Africani seguirono il cammino tracciato dalla Guinea, ma per loro il divorzio risultò meno traumatico di quanto lo fosse stato per la Guinea. Avventurandosi nell'ignoto, il nostro paese si gettò tra le braccia del blocco dei paesi dell'est. Per rendere giustizia alla storia dobbiamo dire che l'est ci aiutò a superare quel momento storico. Non avevamo scelta: l'antico colonizzatore ci aveva emarginato mentre quei paesi ci tendevano la mano.Oggi, la Francia è uno dei più importanti finanziatori che aiutano la Guinea a tornare in piedi. Dal 1958 al 1960 noi abbiamo avuto un sistema economico draconiano costruito sul modello del sistema collettivista sovietico, con pianificazione centralizzata e assenza di libertà individuali. Il risultato fu l'assenza dell'iniziativa privata. Questo periodo rappresentò un vero disastro in termini economici. La seconda Repubblica nacque opponendosi a questa eredità. Per costruire un'economia liberale occorreva smantellare il sistema precedente. Il 22 Dicembre 1985, il Presidente della Guinea, Lansana Conte, dichiarò che da allora in poi si sarebbe risolutamente e con volontà scelta l'iniziativa privata, inaugurando nei fatti un regime liberale: apertura politica e civile, con un serio programma di investimenti per ricreare infrastrutture e aprire la via all'equilibrio macro economico. Questo condusse al primo programma di aggiustamento con le istituzioni di Bretton Woods e prima di tutto con i prestatori, principalmente la Banca Africana per lo Sviluppo, la Banca Islamica per lo Sviluppo e accordi bilaterali.
Occorre dire che anche senza le istituzioni di Bretton Woods, La situazione Guineana doveva essere corretta. Era necessario un profondo mutamento nella mentalità, nella cultura e negli stili di vita per trasformare il cittadino che avevamo conosciuto per oltre trenta anni di oscurità in qualcosa di nuovo: l'homo economicus.
Nel primo programma noi affrontammo l'aspetto finanziario. Nel 1986 le Banche presenti in Guinea erano senza eccezione alcuna, proprietà dello Stato. Esse vennero tutte chiuse in un solo giorno. Il risultato del programma fu che il vuoto venne immediatamente riempito. Sei nuove Banche private e a partecipazione statale furono create. Il Franco Guineano rimpiazzò il syli, seguito da una repentina svalutazione di più del 1500 % . Nei fatti, non si trattò di una svalutazione ma di un ritorno alla veridicità nei prezzi. Si può affermare senza tema di smentita che questo è accaduto senza gravi danni solo grazie alla rigorosa politica finanziaria e del Bilancio portata avanti dal Governo.
Era anche necessario ristrutturare l'impresa commerciale in Guinea, tutte in precedenza di proprietà dello stato. Ne sono state chiuse almeno 450. Alcune furono privatizzate, altre attendono compratori, e una terza categoria fu semplicemente chiusa perché si intuì che non sarebbe stata appetibile sul mercato. Il processo di privatizzazione ha fornito risultati contradditorii. Da un lato, lo Stato è completamente uscito dall'Economia, ottenendo l'obiettivo perseguito, ma dall'altro, l'economia doveva essere rivitalizzata attraverso l'iniziativa privata. Si comprese comunque che non era possibile creare nuovi imprenditori dall'oggi al domani. Parallelamente, decidemmo di ridurre il numero di dipendenti pubblici, che era stimato intorno alle 90.000 unità. Noi confidanmmo che i cittadini lasciando le imprese pubbliche avrebbero reinvestito il loro ingegno, la loro creatività e professionalità e il know-how acquisito nel settore privato, ma questo non rispose positivamente agli stimoli e non creò occupazione.
Il rilancio dell'economia è la priorità assoluta. Il 40% del nostro bilancio nazionale è destinato agli investimenti.
Le nostre risorse finanziarie ci impongono una rigorosa politica di bilancio. Una durevole crescita economica è possibile solo in un contesto economico sano e non inflattivo. Per questo si cerca attentamente di identificare quei settori che possano generare una crescita rinnovata .
Il messaggio per investitori potenziali è che la Guinea è completamente aperta
con grande disponibilità di quasi tutte le risorse naturali e le materie prime.
Pochissimi paesi sono dotati quanto la Guinea, che è impaziente e anela allo sviluppo.TUTTO DEVE ESSERE ANCORA COSTRUITO IN QUESTO PAESE E TUTTO E' POSSIBILE QUI!. tutti i settori sono aperti agli investimenti.
Su un piano puramente industriale, noi siamo un crocevia dove industrie che hanno impiantato sedi qui non accedono solamente al mercato Guineano ma anche ai mercati dei paesi dei paesi dell' Africa dell'Ovest. Nel caso del settore sanitario ( Ospedali e farmacie), qualunque comparto produce profitti grazie alle garanzie offerte dal nostro codice di investimento molto liberale e molto aperto. Nella mia opinione, questo è quello che rende la Guinea differente da molte altre nazioni.
Esaminiamo il terziario, il turismo per esempio. La Guinea offre località estremamente belle che chiedono solamente di essere sviluppate e turisticamente attrezzate. Da ultimo, un settore spesso dimenticato: l'educazione, è un problema per noi. Questo settore, che è aperto all'investimento privato, di certo non genererà profitti immediati ma per che guardano lontano, è una straordinaria prospettiva
Agricoltura
In Agricoltura, gli investitori abbisognano di meno di due anni per avere le migliori piantagioni. Anche per la crescita delle mele - in principio di origini Europee-, banane, arance, i cosiddetti frutti tropicali, il suolo Guineano è tra i migliori nel mondo.
Questo è il paese del futuro. E' tempo che gli investitori Vengano in Guinea. Iniziando ad operare da oggi, deriveranno il massimo profitto dai loro investimenti e tutti i vantaggi di essere il proverbiale
EarlyBird
Il nostro paese ha bisogno degli investitori esteri e li accoglierà a braccia aperte.

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